Il potere nascosto dei sensi chimici

Scoperte rivoluzionarie sun olfatto, gusto, neurogenesi


I sensi chimici – olfatto, gusto e chemestesi – giocano un ruolo fondamentale nella nostra percezione del mondo e nel nostro benessere.

Da decenni, il Monell Chemical Senses Center è all'avanguardia nella ricerca su come il nostro corpo interpreta e risponde agli stimoli chimici, con applicazioni che spaziano dall’industria alimentare alla medicina. Le sue scoperte hanno dimostrato che il senso dell’olfatto non solo influenza la memoria e le emozioni, ma può anche interagire con altri sensi per migliorare la qualità della vita.


Negli ultimi anni, la scienza ha fatto passi da gigante nella comprensione della plasticità neuronale e della rigenerazione degli assoni olfattivi, grazie al lavoro di ricercatori come il professor Juan Salvador Nacher Rossellò e al contributo di istituti d’eccellenza, come il Neurosciences Institute Cavalier Ottolenghi dell’Università di Torino. Queste ricerche hanno aperto nuove prospettive per il trattamento delle malattie neurodegenerative, rivelando che il bulbo olfattivo potrebbe giocare un ruolo chiave nella neurogenesi. Ancora più sorprendente è la scoperta che molecole bioattive naturali, come gli oli essenziali, possono stimolare la nascita di nuovi neuroni, un’innovazione che potrebbe rivoluzionare la neurologia e la medicina rigenerativa.


Fondato nel 1968, il Monell Chemical Senses Center è una delle istituzioni leader a livello mondiale nel campo della ricerca, grazie alla sua capacità di combinare competenze multidisciplinari che spaziano dalla biologia molecolare e cellulare alla psicofisica e alle scienze comportamentali. La sua missione è comprendere i meccanismi attraverso i quali il corpo umano percepisce e risponde agli stimoli chimici. I risultati delle ricerche del Monell hanno applicazioni in vari settori, tra cui l'industria alimentare, la salute pubblica, la medicina e la profumeria.


Al Monell non hanno dubbi sull’efficacia degli stimoli olfattivi sulla memoria e sulla capacità dell’odorato di coinvolgere altri sensi “trascinando” l’individuo verso una sensazione generale di benessere. Le ricerche condotte al Monell si concentrano su una vasta gamma di temi, tra cui:


  • Neuroscienze sensoriali: studio dei circuiti neuronali che governano la percezione sensoriale. 
  • Biologia molecolare: indagine sui recettori del gusto e dell'olfatto e sulle loro funzioni. 
  • Scienza del gusto e dell'olfatto: esplorazione di come le persone percepiscono e valutano i sapori e gli odori. 
  • Salute pubblica: studio del ruolo del gusto e dell'olfatto nella dieta e nelle malattie metaboliche, come obesità e diabete.

Le scoperte hanno un impatto significativo sulla comprensione dei disturbi sensoriali, sulla prevenzione delle malattie legate alla dieta e sul miglioramento della qualità della vita. Ad esempio, il lavoro del centro ha contribuito allo sviluppo di dolcificanti a basso contenuto calorico, miglioramenti nei prodotti per la cura orale e nuovi approcci per il trattamento delle disfunzioni olfattive.


Va approfondito anche il grande lavoro del professor Juan Salvador Nacher Rossellò, docente di Biologia cellulare presso l’Università di Valencia che negli ultimi anni ha studiato a fondo la stimolazione della plasticità intrinseca del sistema nervoso e le sorprendenti proprietà rigenerative degli assoni olfattivi. Il suo lavoro ha contribuito in modo significativo alla comprensione di come il cervello possa adattarsi e rigenerarsi, offrendo nuove prospettive per il trattamento delle lesioni e delle malattie neurodegenerative. La plasticità intrinseca si riferisce alla capacità dei neuroni di modificare la loro eccitabilità in risposta a stimoli o cambiamenti ambientali. Questo tipo di plasticità è fondamentale per l'apprendimento, la memoria e l'adattamento del sistema nervoso a nuove esperienze.


La sua ricerca ha rivelato che la plasticità intrinseca non è limitata alle prime fasi dello sviluppo cerebrale, ma può essere stimolata anche nell'adulto, con implicazioni significative per la neurogenesi e il recupero funzionale dopo lesioni cerebrali. Uno degli aspetti più innovativi della ricerca di Nacher riguarda lo studio degli assoni olfattivi, le lunghe proiezioni dei neuroni olfattivi che trasmettono informazioni sensoriali dal naso


Sono stati indagati i processi cellulari e molecolari che permettono agli assoni olfattivi di rigenerarsi, scoprendo che questi neuroni possiedono meccanismi intrinseci che li rendono particolarmente resilienti alle lesioni. Il suo lavoro ha dimostrato che la rigenerazione degli assoni olfattivi può essere potenziata attraverso specifiche stimolazioni ambientali e farmacologiche, aprendo la strada a nuove terapie per promuovere la rigenerazione neurale in altre aree del cervello.


Queste ricerche hanno importanti implicazioni cliniche: la capacità di stimolare la plasticità neuronale e la rigenerazione assonale potrebbe rivoluzionare l'approccio al trattamento di una serie di condizioni neurologiche, tra cui le lesioni del midollo spinale, l'ictus, e le malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer e il Parkinson. Le terapie basate su questi principi potrebbero non solo rallentare la progressione di queste malattie, ma anche favorire il recupero delle funzioni perse.


Vorrei parlarvi infine anche di un’eccellenza tutta Italiana: il Neurosciences Institute Cavalier Ottolenghi – Università di Torino, che nel 2020 ha condotto un rivoluzionario studio, assieme ai discenti del dottorato in Scienze Veterinarie, attraverso una serie di esperimenti che hanno portato ad un risultato inaspettato: da circa un paio di decenni è risaputo che alcune aree del cervello dei mammiferi sono in grado di generare nuovi neuroni anche nell’individuo adulto, allo scopo di sostituire quelli morti o danneggiati. Si parla di neurogenesi attiva, ma -ecco la scoperta- i processi riparativi sembrano aver luogo a partire dal bulbo olfattivo, la cui funzione deve però essere perfettamente efficiente. Nella specie umana, purtroppo, a seguito di scelte evolutive che hanno penalizzato l’olfatto a scapito di altri sensi, tali processi sembrano non essere più attivi come e’ invece negli animali. Dopo questo studi, in soli 4 anni di ricerche, le scoperte e i passi avanti sono stati davvero sorprendenti e non vedo l’ora di scoprire cos’altro sapra’ rivelarci
di nuovo la scienza in tale ambito.

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