La memoria olfattiva possiede un solido legame con i processi d’apprendimento. Se si acquisisce, per esempio, una lista di parole in un ambiente caratterizzato da un determinato odore, la rievocazione di queste parole risulterà più semplice e immediata nel momento in cui quello stesso odore sarà nuovamente captato. Il fatto che il sistema di archiviazione degli odori all’interno della memoria sia di tipo olistico risulta vantaggioso nel recupero a lungo termine, ma poco funzionale nel recupero a breve termine. Nel 2020 un gruppo di ricercatori della
Stockholm University ha condotto uno studio incentrato sulla relazione tra olfatto e apprendimento, con l’obiettivo di comprendere se e come la memoria olfattiva possa essere effettivamente addestrata. In seguito a una serie di sperimentazioni è stato dimostrato come le sue prestazioni siano notevolmente migliorabili tramite uno specifico allenamento, più di quanto non lo siano invece quelle della memoria visiva. Una difficoltà frequente e comune, quando si parla di odori, è quella di identificare la fragranza a cui si desidera fare riferimento, dandole un nome e una descrizione accurata:
non esistono termini precisi per la descrizione degli odori, che sono solitamente comunicati utilizzando vocaboli relativi al mondo alimentare o emozionale, oppure tramite similitudini e metafore. Basti pensare che, rispetto alle decine di migliaia di odori che l’essere umano è in grado di rilevare, è capace di assegnare un nome preciso soltanto alla metà di essi. La pratica e l’allenamento, in questo senso, sembrerebbero migliorare le capacità identificative. Identificare un odore significa riconoscerlo, rendersi conto cioè di averlo già sentito, ricondurlo a una classe ed estrarre contestualmente dalla memoria (quella semantica) un’etichettatura pertinente con cui classificarlo e descriverlo. Al di là della capacità di descrizione verbale, spesso ci si trova in difficoltà anche nella vera e propria identificazione di un profumo percepito, per quanto possa essere banale, se non è presente o visibile la sua stessa fonte. Questo fenomeno è detto “
della punta del naso”, per analogia con il modo di dire “avere una parola sulla punta della lingua”. L’origine di questa difficoltà nell’attribuire un nome e un’immagine agli stimoli olfattivi percepiti potrebbe essere spiegata con il fatto che cervello odorante e centri neocorticali del linguaggio, all’interno del cervello umano, sono uniti tramite legami molto deboli. Dall’altro lato, un’ulteriore spiegazione plausibile si può trovare nella scarsa importanza che viene data dalla società moderna, soprattutto nel mondo occidentale, all’apprendimento olfattivo.